Monte di Capenardo Società Cooperativa Agricola
Località Capenardo
16022 Davagna (GE)
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L’allevamento allo stato brado fa bene alla montagna: la mantiene bella e sana!
Il nostro allevamento a Capenardo, sulle montagne di Genova, è certificato biologico.
A Capenardo i nostri bovini vivono all’aperto 365 giorni l’anno e si procurano il cibo al pascolo. L’alimentazione al pascolo rispetta la fisiologia della specie e i normali ritmi di accrescimento, enormemente più bassi rispetto a quelli degli allevamenti industriali. L’allevamento al pascolo garantisce inoltre la salute degli animali, la qualità della carne e si riflette sull’equilibrio ecologico dell’ambiente circostante. A Capenardo non abbiamo stalle ma ci sono tettoie per il ricovero temporaneo di capi infortunati, vacche gravide e vitelli appena nati.
L’allevamento brado, oltre al benessere degli animali, favorisce l’equilibrio ambientale del territorio che circonda il nostro allevamento: la presenza costante di bestiame al pascolo – con il sole, il vento, la pioggia o la neve – riduce il rischio di incendi, migliora la fertilità dei suoli, attiva processi di biodiversificazione e mantiene habitat aperti indispensabili per la riproduzione della fauna selvatica, la nidificazione di molte specie di uccelli e per l’avifauna migratoria. I pascoli inoltre assorbono l’acqua piovana, prevenendo così il dissesto e difendendo il fondovalle da alluvioni e frane. Il sistema di pascolamento turnato contrasta l’avanzata dei rovi, protegge il cotico erboso dall’erosione e ne aumenta la produttività.
Inoltre, a differenza dall’allevamento intensivo che causa inquinamento, deforestazione e sottrae terreni destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano per convertirli alla produzione di mangimi animali, l’allevamento brado è poco energivoro. A partire dal consumo di acqua: circa 100 litri per kg di carne proveniente dai nostri allevamenti bradi contro gli oltre 15.000 litri per kg di carne dell’intensivo. Infatti, mentre la base alimentare degli animali allevati nei capannoni sono mangimi provenienti da colture irrigue come il mais, il 95% circa di quello che mangiano gli animali allevati allo stato brado è erba del pascolo, ovvero una coltura non irrigua.
Il nostro è un pascolo di montagna caratterizzato da una viabilità ridotta, dislivelli notevoli, versanti esposti e predatori. Un contesto dove la cura dei capi è prima di tutto conoscenza del territorio, manutenzione quotidiana dei recinti e controllo dei punti di abbeverata, monitoraggio delle manze gravide, spostamento delle mandrie in corrispondenza dell’erba migliore. Un lavoro pieno di soddisfazioni, ma anche faticoso e spesso solitario. Ci sono bellissime giornate di sole, ma è bene ricordarlo, non c’è solo l’aspetto romantico. C’è anche il clima ostile, ci sono la siccità, la neve, il vento e il ghiaccio. Non a caso ogni tanto ci piace utilizzare l’espressione “allevamento eroico”. Cercando di non abusarne, perché è un po’ retorica. Ma rende l’idea.
Il nostro allevamento di Capenardo è certificato biologico. Questo significa che prestiamo particolare cura al rispetto degli animali, delle loro esigenze etologiche e dell’ambiente che ci circonda. Il biologico però non è tutto uguale e solo conoscendo le differenze tra un sistema e l’altro chi acquista può compiere scelte informate e consapevoli. Tra un grosso allevamento biologico di pianura e un piccolo allevamento biologico di montagna la differenza è notevole.
E anche se il biologico ‘artigianale’, come il nostro, spesso fatica a raccontarsi e a spiegare la cura che ha nei dettagli, noi della Cooperativa Agricola Monte di Capenardo, pensiamo sia importante che i nostri clienti sappiano che, oltre alla certificazione e al rispetto delle norme di produzione biologica, facciamo di più.
Qualche esempio? In tutti gli allevamenti biologici i capi devono avere a disposizione spazi aperti.
A Capenardo, grazie al clima temperato e alla vicinanza al mare, le mandrie sono al pascolo 365 giorni l’anno e vengono ricoverati solo i capi che hanno bisogno di protezione (manze gravide e vitelli appena nati) o cure (capi infortunati).
Inoltre non facciamo ricorso ad antibiotici neppure nei casi previsti dal regolamento, in quanto i capi che vivono all’aperto e sono di razza rustica, come le nostre Limousine, hanno una costituzione sana e sono più resistenti alle malattie. In aggiunta, mentre il biologico ammette un 40% di mangimi nella razione giornaliera, l’alimentazione dei nostri bovini è al 95% ad erba integrata, solamente negli ultimi 3/4 mesi prima della macellazione e solo se non c’è sufficiente erba sul pascolo, con un po’ di cereali biologici (massimo 20% della razione). La percentuale di cereali che mangiano è comunque sempre molto bassa e per periodi molto limitati. In alcuni periodi riusciamo a fare una produzione totalmente ad erba e stiamo lavorando per avere una linea grass fed durante tutto l’anno.
Infine, mentre il biologico ammette l’inseminazione artificiale, a Capenardo il concepimento dei vitelli è sempre e solo naturale, tramite la cosiddetta “monta naturale” con il toro.
Più che biologici, ecco perché.
A Capenardo i nostri bovini vivono all’aperto 365 giorni l’anno e si procurano il cibo al pascolo. L’alimentazione al pascolo rispetta la fisiologia della specie e i normali ritmi di accrescimento, enormemente più bassi rispetto a quelli degli allevamenti industriali. L’allevamento al pascolo garantisce inoltre la salute degli animali, la qualità della carne e si riflette sull’equilibrio ecologico dell’ambiente circostante. A Capenardo non abbiamo stalle ma ci sono tettoie per il ricovero temporaneo di capi infortunati, vacche gravide e vitelli appena nati.
L’allevamento brado, oltre al benessere degli animali, favorisce l’equilibrio ambientale del territorio che circonda il nostro allevamento: la presenza costante di bestiame al pascolo – con il sole, il vento, la pioggia o la neve – riduce il rischio di incendi, migliora la fertilità dei suoli, attiva processi di biodiversificazione e mantiene habitat aperti indispensabili per la riproduzione della fauna selvatica, la nidificazione di molte specie di uccelli e per l’avifauna migratoria. I pascoli inoltre assorbono l’acqua piovana, prevenendo così il dissesto e difendendo il fondovalle da alluvioni e frane. Il sistema di pascolamento turnato contrasta l’avanzata dei rovi, protegge il cotico erboso dall’erosione e ne aumenta la produttività.
Inoltre, a differenza dall’allevamento intensivo che causa inquinamento, deforestazione e sottrae terreni destinati alla produzione di alimenti per il consumo umano per convertirli alla produzione di mangimi animali, l’allevamento brado è poco energivoro. A partire dal consumo di acqua: circa 100 litri per kg di carne proveniente dai nostri allevamenti bradi contro gli oltre 15.000 litri per kg di carne dell’intensivo. Infatti, mentre la base alimentare degli animali allevati nei capannoni sono mangimi provenienti da colture irrigue come il mais, il 95% circa di quello che mangiano gli animali allevati allo stato brado è erba del pascolo, ovvero una coltura non irrigua.
Il nostro è un pascolo di montagna caratterizzato da una viabilità ridotta, dislivelli notevoli, versanti esposti e predatori. Un contesto dove la cura dei capi è prima di tutto conoscenza del territorio, manutenzione quotidiana dei recinti e controllo dei punti di abbeverata, monitoraggio delle manze gravide, spostamento delle mandrie in corrispondenza dell’erba migliore. Un lavoro pieno di soddisfazioni, ma anche faticoso e spesso solitario. Ci sono bellissime giornate di sole, ma è bene ricordarlo, non c’è solo l’aspetto romantico. C’è anche il clima ostile, ci sono la siccità, la neve, il vento e il ghiaccio. Non a caso ogni tanto ci piace utilizzare l’espressione “allevamento eroico”. Cercando di non abusarne, perché è un po’ retorica. Ma rende l’idea.
Il nostro allevamento di Capenardo è certificato biologico. Questo significa che prestiamo particolare cura al rispetto degli animali, delle loro esigenze etologiche e dell’ambiente che ci circonda. Il biologico però non è tutto uguale e solo conoscendo le differenze tra un sistema e l’altro chi acquista può compiere scelte informate e consapevoli. Tra un grosso allevamento biologico di pianura e un piccolo allevamento biologico di montagna la differenza è notevole.
E anche se il biologico ‘artigianale’, come il nostro, spesso fatica a raccontarsi e a spiegare la cura che ha nei dettagli, noi della Cooperativa Agricola Monte di Capenardo, pensiamo sia importante che i nostri clienti sappiano che, oltre alla certificazione e al rispetto delle norme di produzione biologica, facciamo di più.
Qualche esempio? In tutti gli allevamenti biologici i capi devono avere a disposizione spazi aperti.
A Capenardo, grazie al clima temperato e alla vicinanza al mare, le mandrie sono al pascolo 365 giorni l’anno e vengono ricoverati solo i capi che hanno bisogno di protezione (manze gravide e vitelli appena nati) o cure (capi infortunati).
Inoltre non facciamo ricorso ad antibiotici neppure nei casi previsti dal regolamento, in quanto i capi che vivono all’aperto e sono di razza rustica, come le nostre Limousine, hanno una costituzione sana e sono più resistenti alle malattie. In aggiunta, mentre il biologico ammette un 40% di mangimi nella razione giornaliera, l’alimentazione dei nostri bovini è al 95% ad erba integrata, solamente negli ultimi 3/4 mesi prima della macellazione e solo se non c’è sufficiente erba sul pascolo, con un po’ di cereali biologici (massimo 20% della razione). La percentuale di cereali che mangiano è comunque sempre molto bassa e per periodi molto limitati. In alcuni periodi riusciamo a fare una produzione totalmente ad erba e stiamo lavorando per avere una linea grass fed durante tutto l’anno.
Infine, mentre il biologico ammette l’inseminazione artificiale, a Capenardo il concepimento dei vitelli è sempre e solo naturale, tramite la cosiddetta “monta naturale” con il toro.
Più che biologici, ecco perché.